IL RISPARMIO PER LE GIOVANI GENERAZIONI  Con buoni postali e fondi pensione vantaggi fiscali. Le opzioni polizze Vita e Pac

Ennio Montagnani

Dalle mance per le spese quotidiane ai regali più consistenti in occasioni del Natale, della Pasqua, dell’onomastico e del compleanno. È naturale che genitori e nonni appena possono aiutino economicamente figli e nipoti. Soldi che, tuttavia, senza una pianificazione rischiano di risultare un sostegno solo momentaneo. A questo proposito sono disponibili diverse soluzioni per investire i risparmi per figli e nipoti in modo da mettere a disposizione per la maggiore età somme importanti per viaggi, università, matrimonio o anche per avviare un’attività lavorativa in proprio. Scopriamole insieme

BUONI POSTALI PER MINORI Bastano 50 euro, senza spese di entrata, uscita e costi amministrativi annui, per acquistarli. Gli interessi maturano fino alla maggiore età in modo crescente negli anni (dall’1,50% del primo anno al 3,50% lordo del 18esimo) e hanno una fiscalità agevolata del 12,5%. Possono essere sottoscritti in qualsiasi ufficio postale da un genitore, da un nonno o anche da un non parente. Si può chiedere il rimborso anticipato (cioè prima del 18simo anno) previa autorizzazione del giudice tutelare.

POLIZZE VITA Per il Codice Civile le polizze vita sono impignorabili e insequestrabili, e il capitale maturato è al di fuori dall’asse ereditario. Alcune polizze hanno lo scopo specifico di assicurare ai figli/nipoti la disponibilità di un capitale per il proprio futuro (come nel caso di Mediolanum New Generation, UnipolSai Risparmio giovane, Zerodiciotto di Reale Mutua, Axa Mps Futuro dedicato). Altre compagnie, come per esempio Generali e Allianz propongono più opzioni alternative: dai piani di risparmio ai contratti di tutela per le persone che si amano, dagli investimenti assicurativi ai prodotti ibridi che combinano una gestione separata (protezione del capitale) e un portafoglio di fondi azionari e obbligazionari per partecipare ai rischi e alle opportunità dei mercati finanziari. Le polizze sono di solito agganciate a gestioni separate vita che investono prevalentemente in titoli di Stato e obbligazioni e il cui rendimento annuo viene certificato da società di revisione esterne ma in alcuni casi possono proporre unit linked, fondi assicurativi che consentono di partecipare, con i rischi relativi, all’andamento dei mercati azionari.

PIANI DI ACCUMULO (PAC) Comperare in modo costante quote di fondi comuni o Etf, sia quando i mercati salgono che quando scendono, consente di mediare il prezzo di acquisto e di ridurre il rischio dell’investimento. Tramite i Pac è possibile posizionarsi per esempio sulle Borse mondiali piuttosto che su specifici temi di investimento (come, per esempio, il cambiamento climatico, la digitalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, la transizione energetica) che dovrebbero generare interessanti plusvalenze nel medio lungo termine. Per esempio, versando 100 euro al mese per 18 anni, dal gennaio 2004 al dicembre 2021, tramite un Pac su un Etf azionario sull’Msci World delle Borse mondiali, a fronte di 21.600 euro complessivi investiti le quote accumulate avrebbero raggiunto un valore di mercato di 52.900 euro. Il Pac non prevede specifici vantaggi fiscali ma consente di disinvestire in qualsiasi momento il capitale accumulato al prezzo di mercato.

FONDI PENSIONE Un’altra interessante opzione è un fondo pensione per un figlio attivato dal genitore che può dedurre le somme versate dalla propria dichiarazione dei redditi fino a un massimo di 5.164 euro all’anno con un risparmio fiscale Irpef fino a 2.220 euro. È possibile effettuare un singolo versamento oppure più di uno nel tempo con l’obiettivo di garantire un sostegno al figlio nella fase più critica del suo futuro. Con un aspetto interessante, la possibilità dell’anticipazione del capitale maturato: per l’acquisto o per la ristrutturazione della casa si può ottenere fino al 75%, mentre per qualsiasi altro motivo è possibile richiedere fino al 30% dopo almeno 8 anni di partecipazione.

IL PARERE DELL’ESPERTO Investire per battere l’inflazione Mai così tanti soldi sui conti correnti degli italiani. Secondo i dati forniti da Banca d’Italia, la liquidità si attesta a circa 1.400 miliardi di euro. Una corsa al contante immediato che non si è fermata nemmeno con la pandemia e la guerra in Ucraina. Il problema è che il rischio di «erosione di questo importante castelletto è oggi più che reale», spiega Raffaele De Leonardis, family banker di Banca Mediolanum. «I dati aggiunge ci dicono che, dopo 20 anni, chi aveva cash 1.000 euro, sui conti o “sotto il materasso”, se ne ritrova poco meno di 590 come equivalente nel potere di acquisto. Mantenere quei soldi improduttivi è insomma un’occasione persa che, in tempi complessi come questi, non ci si può permettere».

 

Fonte: Il Giornale 15/08/2022 da SNA CHANNEL

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