Attenti a non scivolare sulla polizza invernale

Attenti a non scivolare sulla polizza invernale

CI SONO FORMULE ASSICURATIVE CHE COPRONO TUTTO, INCLUSA LA ROTTURA DEL PARABREZZA PER IL GELO. MA SPESSO GLI AUTOMOBILISTI NON LO SANNO. PERCHÉ QUELLO TRA LE CLAUSOLE E UN GRANDE SLALOM

Guidare d’inverno comporta qualche accortezza aggiuntiva, per evitare incidenti o anche solo di restare a piedi al gelo. I più previdenti sottoscrivono polizze assicurative ad hoc. Se quella per danni a terzi è d ‘obbligo, infatti, ce ne sono altre che coprono la rottura dei vetri, l’invio del carro attrezzi o del meccanico e il risarcimento per danni da neve, caduta di ghiaccio o slavine. Ma chi pensa che per stare tranquilli basti stipulare questo tipo di assicurazioni sbaglia di grosso: le brutte sorprese sono dietro l’angolo. Il sito Facile.it, che si occupa di comparazione dei servizi, ha stilato un vademecum per gli automobilisti. Intanto ricorda che, in alcuni casi, le ragioni della compagnia sono evidenti: chi, montando gomme estive, d’inverno è coinvolto in un incidente probabilmente dovrà pagare di tasca propria i danni a terzi; lo stesso vale per chi trasporta sci o snowboard senza rispettare le norme sulla lunghezza massima e l’ingombro, oppure si avventura con l’auto su un lago ghiacciato. Ma il contratto può comprendere anche servizi che non ti aspetti: l’assistenza stradale, sottolinea Facile.it, spesso include l’invio di un tecnico che monta le catene da neve al posto nostro (ovviamente dobbiamo averle noi). Lo stesso “angelo custode” ricaricherà la batteria che ha alzato bandiera bianca o ci verrà a ripescare se l’auto a gasolio non parte più. Tutto dipende dalla polizza e dalle clausole. Un classico esempio è quello delle calamità naturali: se l’evento non è stato segnalato da un bollettino di centro meteo ufficiale, addio risarcimento. Altre volte le condizioni sono palesemente ingiuste. «Spesso le compagnie ne prevedono alcune irragionevoli, alle quali il cliente si può opporre anche se aveva firmato il contratto» spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori. «Si chiamano clausole vessatorie e devono essere valutate caso per caso. Ma, come regola generale, ricordiamo che sta all’assicurazione provare eventuali frodi e non si può chiedere all’automobilista di allegare un bollettino meteo se l’auto ha subito danni per il maltempo. Purtroppo, nove volte su dieci i clienti corretti chinano il capo e non insistono. Ed è proprio su questo che puntano le assicurazioni.

FONTE: Federico Formica, ne Il Venerdì, supplemento de La Repubblica del 29-11-2019



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